CODICE ETICO

CODICE ETICO

della A.D.U.S. Triestina Nuoto

Art. 1 –Premessa

L’Unione Sportiva Triestina Nuoto (di seguito l’Associazione) opera nell’ambito sportivo delle discipline acquatiche dal 1919. È regolata da uno Statuto ed è gestita da un Consiglio Direttivo che viene regolarmente eletto ogni quattro anni, in concomitanza con l’anno olimpico (estivo).

L’Associazione riconosce lo sport quale strumento sociale ed educativo ed aderisce ai principi del fair play, promuovendo e garantendo un ambiente sportivo ispirato ai concetti di lealtà, correttezza, amicizia e rispetto per gli altri.

L’Associazione ripudia ogni forma di discriminazione e di violenza, la corruzione, il doping e qualsiasi cosa possa arrecare danno allo sport.

L’associazione è apolitica e non professa alcun credo religioso.

Art. 2 –Il Codice Etico

Il Codice Etico dell’Associazione reca norme sostanziali e comportamentali che dovranno essere rispettate da tutti coloro che operano in seno all’Associazione nell’ambito delle rispettive competenze ed in relazione alla posizione ricoperta.

Art. 3 –I destinatari

Il presente Codice si applica a tutti coloro che, in diverse forme, fanno parte dell’Associazione ed in particolare a:

  1. dirigenti;

  2. staff tecnico ed amministrativo;

  3. atleti ed allievi;

  4. genitori ed accompagnatori degli atleti;

  5. collaboratori, consulenti esterni ed ogni altro soggetto che agisca nell’interesse dell’associazione;

Art. 4 –Efficacia e Divulgazione

La partecipazione all’Associazione in qualsivoglia funzione comporta l’accettazione incondizionata del presente Codice.

Tutti i soggetti destinatari sopraindicati sono tenuti a conoscerne il contenuto, ad osservarne tutte le disposizioni, a contribuire alla loro applicazione, nonché ad assumersi le responsabilità conseguenti alla loro violazione. L’ignoranza del Codice Etico non può essere invocata a nessun effetto.

Art. 5 –L’Associazione

L’Associazione s’impegna a:

  1. operare nel pieno rispetto dell’ordinamento giuridico e sportivo vigente e ad uniformare le proprie azioni e comportamenti ai principi di lealtà, onestà, correttezza e trasparenza in ogni aspetto riferibile alla propria attività;

  2. diffondere una sana cultura sportiva, promuovendo e garantendo un ambiente che premi sia il fair play che il successo agonistico.

L’Associazione, inoltre, garantisce che:

  1. tutti i suoi membri con responsabilità verso bambini e giovani sono qualificati per guidare, formare, educare ed allenare le diverse fasce d’età;

  2. la salute, la sicurezza ed il benessere psico-fisico degli atleti, con particolare riferimento ai bambini e giovani, assumono un ruolo primario e quindi l’impegno sportivo ed agonistico richiesto, in relazione all’età, è adeguato alle condizioni fisiche ed al livello di preparazione e qualificazione raggiunto.

Art. 6Regole di comportamento

  1. Chiunque operi in seno all’Associazione deve essere a conoscenza delle normative vigenti che disciplinano e regolamentano l’espletamento delle proprie funzioni e dei conseguenti comportamenti.

  2. Tutte le attività devono essere svolte con impegno, rigore morale, trasparenza e correttezza anche al fine di tutelare l’immagine stessa dell’Associazione.

  3. Tutti, nell’ambito delle specifiche attività, devono uniformare la propria condotta al pieno rispetto dei principi di lealtà, onestà, imparzialità, integrità morale evitando comportamenti atti ad incidere negativamente sui rapporti interni che devono essere improntati all’osservanza dei principi di civile convivenza nel rispetto reciproco e garantendo il rispetto dei diritti e delle libertà delle persone.

  4. Dovrà essere garantito il segreto d’ufficio nelle attività di propria competenza.

  5. I responsabili delle singole attività non devono abusare del ruolo rivestito all’interno dell’organizzazione, devono inoltre rispettare i propri collaboratori e favorirne la crescita professionale nonché lo sviluppo delle potenzialità.

  6. Nessuno può procurarsi vantaggi personali in relazione all’attività esercitata.

  7. Tutti, nell’esercizio delle attività e funzioni loro affidate, devono operare con imparzialità evitando trattamenti di favore o disparità di trattamento nei confronti di tutti quei soggetti che, a vario titolo, hanno rapporti con l’Associazione.

  8. È vietato rilasciare dichiarazioni o esprimere pubblicamente giudizi che possano in qualsiasi modo ledere l’immagine dell’Associazione o essere lesivi della reputazione di altre persone, enti o Società.

I soci eletti negli organi direttivi o che ricevono deleghe e/o incarichi hanno l’obbligo di:

  1. assumere gli incarichi per spirito di servizio verso gli associati senza avvalersene per vantaggi diretti o indiretti;

  2. mantenere un comportamento ispirato ad autonomia, integrità, lealtà e senso di responsabilità nei confronti degli associati e delle istituzioni, azzerando le personali opzioni politiche nel corso dell’incarico;

  3. seguire le direttive dell’associazione, contribuendo al dibattito nelle sedi proprie, ma mantenendo l’unità del Sistema verso il mondo esterno;

  4. fare un uso riservato delle informazioni di cui vengono a conoscenza in virtù delle proprie cariche;

  5. trattare gli associati con uguale dignità a prescindere dalle loro dimensioni e settori di appartenenza;

  6. mantenere un comportamento ispirato ad autonomia ed indipendenza, fornendo informazioni corrette per la definizione dell’attività legislativa ed amministrativa;

  7. coinvolgere fattivamente gli organi decisionali dell’Associazione per una gestione partecipata ed aperta alle diverse istanze;

  8. rimettere il proprio mandato qualora per motivi personali, professionali o oggettivi la loro permanenza possa essere dannosa all’immagine dell’Associazione e del movimento natatorio in senso lato.

Inoltre i dirigenti dell’Associazione s’impegnano a:

  1. adeguare il proprio operato ai principi del presente Codice Etico;

  2. rispettare le leggi ed applicare tutte le norme di buona gestione delle attività sociali e delle risorse umane;

  3. adottare sempre le migliori pratiche disponibili e stimolare al miglioramento continuo tutti i collaboratori;

Il Comitato dei Probiviri, in qualità di garanti del Codice Etico, hanno il compito di:

  1. divulgare il presente Codice e vigilare sul rispetto delle norme in esso previste;

  2. pronunciarsi sulle violazioni ed adottare azioni disciplinari, ove ritenute necessarie (v. Art. 10);

  3. esprimere pareri in merito a scelte di politica societaria al fine di garantirne la coerenza con le disposizioni del Codice Etico;

Art. 7 –Lo Staff Tecnico

I tecnici devono trasmettere ai propri atleti valori come rispetto, sportività, civiltà ed integrità che vanno al di là del singolo risultato sportivo e che sono il fondamento stesso dello sport. Chi intraprende l’attività di tecnico deve essere portatore di questi valori e rappresentare un esempio per i propri atleti. Il comportamento degli allenatori, dunque, deve essere sempre eticamente corretto nei confronti di tutte le componenti: atleti, colleghi, giudici arbitri, dirigenti, genitori, tifosi e mezzi di informazione. I tecnici sono presi ad esempio dai giovani come modelli di comportamento e devono comprendere la pesante influenza che parole ed atteggiamenti hanno nei confronti degli atleti che compongono la loro squadra. A tale scopo gli allenatori e gli istruttori s’impegnano a:

  1. comportarsi sempre secondo i principi di lealtà e correttezza;

  2. promuovere lo sport e le sue regole esaltandone i valori etici, umani ed il Fair Play;

  3. non premiare comportamenti sleali, ma condannarli applicando sanzioni appropriate;

  4. rispettare gli ufficiali e i giudici di gara nella certezza che ogni decisione è presa in buona fede ed obiettivamente;

  5. rispettare tutti gli atleti, sia della squadra propria che di quelle avversarie, evitando atteggiamenti, frasi o gesti che possano offenderli;

  6. agire in modo responsabile sotto il profilo pedagogico ed educativo, educando gli atleti all’autonomia, all’auto responsabilità, ad un comportamento socialmente positivo e leale;

  7. creare un’atmosfera e un ambiente piacevoli, anteponendo il benessere psico-fisico degli atleti al successo agonistico;

  8. trovare soluzioni aperte e giuste in caso di conflitti;

  9. sostenere e partecipare ad ogni iniziativa societaria volta alla promozione dello sport, dei suoi valori e principi etici, o comunque con finalità di carattere sociale ed educativo.

Art. 8 –Gli Atleti

Gli atleti e tutti i praticanti attività sportiva devono perseguire il risultato sportivo ed il proprio successo personale nel rispetto dei principi previsti dal presente Codice Etico. Pertanto gli atleti, consapevoli che il loro comportamento contribuisce a mantenere alto il valore dello Sport, s’impegnano a:

  1. onorare lo sport e le sue regole attraverso una competizione corretta, gareggiando al meglio delle proprie possibilità e condizioni psico-fisiche, e comportandosi sempre secondo i principi di lealtà e correttezza;

  2. rifiutare ogni forma di doping;

  3. rispettare compagni di squadra e staff tecnico;

  4. tenere un comportamento esemplare e usare sempre un linguaggio appropriato ed educato.

  5. rispettare gli ufficiali e giudici di gara nella certezza che ogni decisione è presa in buona fede ed obiettivamente;

  6. adottare iniziative positive e/o comportamenti atti a sensibilizzare il pubblico delle manifestazioni sportive al rispetto degli atleti, delle squadre avversarie e dei relativi sostenitori;

  7. astenersi dall’esprimere pubblicamente giudizi lesivi della reputazione dell’immagine e dignità personale di altre persone o organismi operanti nell’ordinamento sportivo;

  8. rendersi disponibili a partecipare ad ogni iniziativa societaria volta alla promozione dello sport, dei suoi valori e principi etici, o comunque con finalità di carattere sociale ed educativo

Art. 9 –I Genitori degli Atleti

I genitori e gli accompagnatori degli atleti, durante gli allenamenti e soprattutto durante le gare sportive, devono tenere una condotta ispirata alla convivenza civile, al rispetto dell’avversario ed alla condivisione dello spirito del gioco. Pertanto i genitori e gli accompagnatori s’impegnano a:

  1. non esercitare pressioni psicologiche eccessive sugli atleti per il perseguimento dei soli risultati sportivi;

  2. accettare e rispettare le decisioni dello staff tecnico evitando qualunque forma di interferenza nelle loro scelte;

  3. astenersi da atteggiamenti, frasi o gesti che possano offendere gli atleti in campo e gli allenatori;

  4. incoraggiare la lealtà sportiva manifestando un sostegno positivo verso tutti gli atleti, sia della propria squadra che delle squadre avversarie, e mantenendo un comportamento responsabile verso i sostenitori delle squadre avversarie;

  5. rispettare gli ufficiali e i giudici di gara nella certezza che ogni decisione è presa in buona fede ed obiettivamente.

Art. 10Azioni Disciplinari

Eventuali violazioni del presente Codice Etico da parte di chiunque potranno adire ad azioni disciplinari. Le azioni disciplinari possibili sono le seguenti:

  1. richiamo verbale non ufficiale, nei casi di mancanze di minore entità; a questa sanzione possono fare ricorso direttamente, senza ricorrere all’intervento del Collegio dei Probiviri, anche gli allenatori o dirigenti in virtù del ruolo che a loro viene riconosciuto di educatori e di esempio per i più giovani.

  2. richiamo ufficiale verbale o scritto, nei casi di trasgressioni non gravi; a questa sanzione può fare ricorso direttamente, senza ricorrere all’intervento del Collegio dei Probiviri, il Consiglio Direttivo in virtù del mandato assegnatogli dallo Statuto della Società.

  3. sospensione dall’attività per un periodo di tempo, nei casi di gravi violazioni da parte dell’Atleta delle norme e/o reiterate ammonizioni; a questa sanzione può fare ricorso direttamente, senza ricorrere all’intervento del Collegio dei Probiviri, il Consiglio Direttivo in virtù del mandato assegnatogli dallo Statuto della Società.

  4. espulsione dall’Associazione, nei casi di gravi violazioni delle norme e/o comportamenti incompatibili con i valori e i principi del Codice Etico; questa sanzione deve essere validata dal Collegio dei Probiviri, sentite le parti.

Per tutti i casi di cui sopra il Collegio dei Probiviri potrà essere chiamato a rispondere ad eventuali ricorsi da parte dei soci soggetti all’azione disciplinare, così come previsto dall’art. 17 dello Statuto della Società.

Ogni tipo di decisione adottata dovrà essere comunicata al diretto interessato e verbalizzata.